Una serata già entrata nella storia. Non solo, purtroppo, per quel che riguarda lo show, ma soprattutto a causa della diatriba Smith-Rock che ha rubato completamente la scena. La 94a edizione degli Oscar ha comunque premiato i migliori film dell’anno, scelti dall’Academy, nella cerimonia consueta andata in scena al Dolby Theatre di Hollywood. E tra loro c’è anche Will Smith, in lacrime dopo l’accaduto di qualche minuto prima, che ha ricevuto la statuetta come miglior attore protagonista di “Una famiglia vincente – King Richard”. “L’amore fa fare follie”, ha detto sul palco ritirando la statuetta. Lo schiaffo rifilato a Chris Rock ha messo quasi in secondo piano la sua strepitosa vittoria.
Apple batte Netflix, è “Coda – I segni del cuore” il miglior film. Il film di Sian Hader ha primeggiato nella competizione per la statuetta alla sceneggiatura non originale e in quella per il miglior attore non protagonista, vinto da Troy Kotsur, entrato nella storia come primo attore non udente a essere nominato. Delusione invece per “Il potere del cane” di Netflix, che perde il duello con Cupertino, vincendo “solo” il premio alla miglior regia, dopo aver raccolto ben 13 nomination. Riconoscimenti anche per “Gli occhi di Tammy Feye”, la cui protagonista Jessica Chastain ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista. La pellicola ha raccolto anche il premio al trucco e alle acconciature.
Sono sei le statuette di “Dune”, che ha primeggiato come miglior montaggio, scenografia, fotografia, sonoro, colonna sonora ed effetti visivi. Spielberg con “West Side Story” conquista la statuetta come miglior attrice non protagonista, con l’attrice di colore attivista per i diritti Lgbtq Arianna Del Bose, mentre “Belfast” ha trionfato nella categoria miglior sceneggiatura originale. Disney esulta per la statuetta come miglior film d’animazione, con “Encanto” che ha battuto l’italiano “Luca” di Enrico Casarosa, così come per “Crudelia” che ha vinto l’Oscar per i migliori costumi, battendo l’altro italiano Massimo Cantini Parrini.
Una delusione anche italiana. Oltre a Casarosa e Cantini Parrini, anche Paolo Sorrentino è rimasto a mani vuote. Il regista era in gara nella categoria miglior film internazionale con “È stata la mano di Dio”, che è stato battuto dal favoritissimo “Drive my car” del regista giapponese Ryusuke Hamaguchi. Una sconfitta che però ha il sapore dolce per il già vincitore del 2014, che riteneva una vittoria essere arrivato al Dolby Theatre con un film intimo, quasi biopic.
“No time to die” di Billie Eilish è la miglior canzone originale, per il film “007 – No time to die”, mentre “The long goodbye” e “Summer of soul” vincono rispettivamente la statuetta per il Miglior documentario e il Miglior corto. A chiudere la rosa dei vincitori, “The queen of basketball” di Ben Proudfoot, che ha trionfato nella categoria miglior corto documentario, e “The Windshield Wiper” di Alberto Mielgo e Leo Sanchez Barbosa, miglior corto animato.


