Il tour dei duchi di Cambridge ai Caraibi non sta dando gli effetti sperati. Partiti verso i Paesi colonizzati con l’obbiettivo di acquietare gli spiriti bollenti delle popolazione, convincendoli a non rinunciare alla monarchia, lo sforzo sembra risultare ormai vano. Se in Belize, prima tappa del royal tour, William e Kate sono stati accolti da una contestazione, non va meglio in Giamaica, che addirittura avrebbe già preso una decisione storica. Secondo “The Indipendent”, il governo giamaicano avrebbe già avviato i colloqui per la rimozione della regina Elisabetta come Capo di Stato. Un procedimento che riprenderà appena dopo la ripartenza dei reali, in visita in questi giorni nel Paese, anche grazie alla nomina di una figura scelta dal governo, che si occuperà della transizione dalla Monarchia verso la Repubblica.
Il moto “anticolonialismo” non sembra interrompersi, quindi. All’arrivo del principe e della principessa a Kingston, 350 dimostranti si sono appostati fuori dall’Alta Commissione britannica, protestando con cartelli che recitavano: “Vogliamo scuse e risarcimenti”. Il riferimento è alla schiavitù nel Paese, conseguenza degli anni del colonialismo, per cui il Regno Unito è ritenuto responsabile. Nell’anno del 60° anniversario dall’indipendenza, a unirsi alla richiesta sono anche una coalizione di politici, imprenditori, medici e musicisti. Tutti uniti per chiedere scuse e risarcimenti al principe William e Kate, tramite una lettera. Il processo di transizione verso la Repubblica, comunque, non avverrà rapidamente con molta probabilità. Il sentimento del popolo giamaicano però è chiaro, nonostante la presenza dei reali nel Paese: via la Regina dalla Giamaica.