Meta diventa “organizzazione estremista” in Russia

Una sentenza che farà ancora più discutere. È quella del tribunale distrettuale di Tverskoi, a Mosca, che ha accolto una causa intentata dai pubblici ministeri russi sul divieto delle attività di Meta sul territorio russo. Secondo Reuters, la società di Mark Zuckerberg è stata dichiarata un’organizzazione estremista. Una decisione che rende illegali sia Facebook che Instagram, ribadendo il blocco imposto dal governo scorsa settimana per le due app. Dalla sentenza viene escluso Whatsapp. L’applicazione di messaggistica online rimarrà infatti attiva e utilizzabile ancora sul territorio russo.

Meta ha provato a rivolgere appello invano, presso il Tribunale, ottenendo un esito negativo. La nuova sentenza equipara difatti la società di Zuckerberg a organizzazioni come quelle dei talebani o dello Stato islamico. Il Tribunale russo negli anni ha utilizzato questa etichetta per descrivere anche i Testimoni di Geova e il movimento di Alexei Navalny, il principale oppositore di Putin ora in carcere.

Una mossa ancor più netta per limitare la diffusione delle notizie sulla guerra in Ucraina. Il 13 marzo il blocco di Instagram aveva oscurato il social a milioni di russi, scatenando le reazioni di organizzazioni, influencer e utenti. Al momento sono poche le app rimaste attive e consentite sul territorio, la maggior parte russe. Tra i social occidentali che resistono rientrano appunto Whatsapp, Telegram, diventato nuovo mezzo di informazione libero dalle censure (almeno per ora), e YouTube, su cui aleggia da giorni l’ipotesi di oscuramento come capitato ad altri Big Tech.

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