Gasparri contro Djokovic: «Se ne può stare anche a casa»

Settimane dopo quanto successo a Melbourne prima degli Australian Open, le numerose questioni riguardanti Novak Djokovic continuano a dividere e a far discutere. A riportarlo nell’occhio del ciclone, soprattutto sui social, non sono state soltanto le sue ultime dichiarazioni rilasciate sia alla BBC che alla tv di stato serba Rts, ma anche le possibili scelte del governo italiano riguardo il suo ipotetico ingresso nel Paese per prendere parte agli Internazionali di Roma. 

Nel corso delle interviste, il numero uno al mondo ha dichiarato di non essere ancora pronto a vaccinarsi nell’immediato futuro, poiché preoccupato dalle reazioni che il suo corpo potrebbe avere e di essere disposto persino a rinunciare ai tornei pur di rimanere fedele alla sua scelta. Nonostante ciò, la Sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali ha sostenuto che «le norme vigenti non prevedono per la pratica degli sport individuali, non di contatto e all’aperto, tra cui il tennis, l’obbligo del super Green Pass» e che, pertanto, Djokovic avrebbe potuto partecipare regolarmente al torneo in Italia. Alle critiche mosse dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, riguardo tale possibilità, ad oggi si aggiungo anche le perplessità del senatore Maurizio Gasparri che, tramite un tweet che vede la scritta “In Italia non Djokovic” sopra la foto del tennista, ha dichiarato: «Djokovic se ne può stare anche a casa. Un campione se vuole essere davvero tale deve essere un esempio di rispetto delle regole. Chi dovesse difenderne le bizzarrie andrebbe censurato. Soprattutto se fa parte del governo che ha fatto di prevenzione e rispetto regole una bandiera». 

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