Emozione e coraggio: le prime due serate di Sanremo sono lo specchio della nostra società

Non sembra passato un anno da quel Teatro Ariston vuoto, con dei palloncini a sostituire gli applausi e la presenza vitale del pubblico. Non sembra passato un anno nemmeno da quella giovane band, I Maneskin, che con il suo rock è arrivato a conquistare il mondo, partendo proprio da una vittoria su quel palcoscenico. Eppure c’è un abisso, tra la paura dell’anno scorso e la voglia di ripartire davvero.

Gli occhi lucidi hanno caratterizzato l’inizio della 72° edizione del Festival di Sanremo. Da Amadeus a Gianni Morandi, fino a Damiano dei Maneskin, ci sono state “vittime” illustrissime, per poi lasciare spazio a sprazzi di energia pura. Il palco dell’Ariston, in queste due serate, ha rappresentato nitidamente la fragilità umana e la voglia di riconquistare la spensieratezza che ha caratterizzato un po’ tutti in questi due anni. E il coraggio di non nascondersi nel mostrarlo. Merito di Amadeus che è riuscito a mettere in scena una fedele trasposizione di ciò che ci è mancato: le cose belle, di quelle che fanno venire i “Brividi”, come l’unione di voci, intenti e anime tra Mahmood e Blanco o la voce impeccabile ed emozionante di Elisa. Come il pubblico, che non è più soltanto quarta parete di contorno, ma interprete del sentimento del pubblico a casa. Spettatori che si esaltano per l’entrata di Fiorello e che dividono sulla comicità di Checco Zalone, chi commuovono pensando al coraggio e alla genuinità di Gianni Morandi, che riflettono sulle parole di Lorena Cesarini, che ballano “con le mani, con i piedi e con il… “ groove anni ‘80 de La Rappresentante di Lista o la “Chimica” di Ditonellapiaga e Rettore. E spettatori che si rattristano, anche, rivedendo l’immagine di Franco Battiato che canta “La Cura” nell’esibizione a Sanremo nel 2008 o, anche, salutando Monica Vitti.

Un autentico vortice emozionale. È il miracolo del Festival, che una settimana all’anno unisce e sconvolge. Ma, soprattutto, racconta i gusti degli italiani e li rappresenta tutti.

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