Katia e Giacomo duri contro Miriana, interviene Pago: «Parole messe al vaglio dai nostri legali»

Scontro durissimo al “Grande Fratello Vip” tra Katia Ricciarelli e Miriana Trevisan. Dopo aver ascoltato alcune parole rivolte dalla lirica nei confronti delle sorelle Selassié, l’ex velina di “Striscia la Notizia” si è schierata a favore delle principesse, rimproverandola di usare spesso toni offensivi, anche nei suoi confronti.

I toni tra le due si sono alzati molto. «Io sono da sola. Sono una donna adulta. Sono stata offesa anche davanti a Barù – ha detto Miriana – Mi ha dato della ‘poco di buono’. Mi sono comportata in maniera egregia. Mi ha offesa come madre un sacco di volte. Cosa vuoi da me? Come ha sbagliato Clarissa ha sbagliato anche lei. Non è che abbiamo due misure diverse. Hai sbagliato tantissimo anche con me. Io sono una mamma perbene».

Veemente anche la risposta della Ricciarelli. «Vuole fare ancora una volta la vittima. Tu saresti una mamma e allora comportati bene. Quando vuoi tu sei madre. Io non ce l’ho con nessuno, ce l’ho con la verità. Mi sono stancata di sentir dire bugie. Ho detto che non ne posso più». La Trevisan, dopo aver sentito tirare in ballo il figlio Nicola ha perso le staffe e ha abbandonato il salone per calmarsi.

Più tardi, però, ha dovuto incassare un altro colpo. Alfonso Signorini, infatti, ha mostrato un video in cui Giacomo Urtis raccontava a Soleil di sapere di una storia di Miriana con un suo conoscente, che le avrebbe fatto regali molto costosi. Ferita dalle parole ascoltate, la concorrente ha esclamato: «Non ho parole, tutto questo mi fa schifo».

Fuori dalla casa, le accuse forti nei confronti dell’ex “Non è la Rai” non hanno lasciato indifferente il suo ex marito Pago che tramite Instagram ha fatto sapere la sua posizione: «Le parole pronunciate questa sera da alcuni concorrenti del GFVIP nei confronti della mia ex moglie saranno messe al vaglio dei nostri legali già da domani a tutta della nostra famiglia e di nostro figlio. Aspettiamo Miriana per decidere il da farsi in sede legale. Mi auguro che certi comportamenti non accadano mai più nel rispetto soprattutto di nostro figlio».

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