Lo soprannominano The Maniac, per “colpa” di Valentino Rossi. Ma quella sua “maniacalità” rispetto al dettaglio, che può costarti o farti guadagnare un decimo in più o in meno su una moto, non è un difetto. Semmai un pregio di un perfezionista, che nel mondo delle moto le ha vissute tutte. Spiccando in tutte le categorie vissute: dalla Moto3 alla MotoGP, fino alla SuperBike. Vincendo e lottando in sella come pochi altri hanno saputo fare. Raccogliendo forse meno di quanto avrebbe meritato, ma sempre puntando al massimo.
Ecco, l’esperienza, quella che ti fa maturare, a volte può essere utile, ma a volte può anche chiudere quegli occhi sognanti che da bambini ci contraddistinguevano rispetto a quelli degli adulti. Perché capita, a volte, che proprio questi strumenti dovuti all’esperienza finiscano per soffocare la meraviglia invece di alimentarla. Restare curiosi da adulti, invece, è una scelta mai scontata, e va rinnovata in ogni istante. Da questo concetto nasce il terzo casco di Andrea Iannone, che si inserisce nella serie pensata per il nuovo campionato Harley-Davidson Bagger 2026 – la prima competizione mondiale dedicata esclusivamente alle moto bagger Harley-Davidson, al debutto nel 2026 -, a cui il pilota di Vasto quest’anno sta prendendo parte. Per l’appuntamento in terra britannica, nel leggendario circuito di Silverstone, dal 7 al 9 agosto 2026, Iannone ha pensato a qualcosa di speciale.


«Ogni gara, ogni stagione e ogni esperienza mi hanno insegnato qualcosa. Più passa il tempo e più mi rendo conto che non sono le certezze a farmi crescere, ma le domande che continuo a pormi. Con questo casco abbiamo voluto raccontare proprio questo: la scelta di non perdere mai quello sguardo curioso con cui da bambini osserviamo quello che ci circonda. Perché è lì che continua a nascere ogni evoluzione, dentro e fuori dalla pista», dice il pilota.
Il progetto è frutto della collaborazione tra il direttore creativo Walter Giordano e Andrea Iannone e succede al casco precedente, che invece era dedicato alle Dodici Fatiche di Ercole e alla trasformazione che passa attraverso la prova. Stavolta si volta pagina, o meglio si torna indietro all’anima più recondita di ognuno di noi, risalendo un po’ più a monte, verso ciò che rende possibile il cambiamento prima ancora che avvenga. La risposta è la curiosità. E il design rispecchia il concept studiato da Giordano e Iannone, visto che l’intera superficie del casco è pensata come un foglio bianco, riempito a mano. Pensieri, frasi, riflessioni prendono forma attraverso una grafia volutamente infantile: il segno lasciato da un pennarello, imperfetto per scelta. La scrittura diventa pattern più che testo, un gesto ancora libero da regole, lontano da ogni ricerca di precisione tipografica. Ogni frase è tracciata come la scriverebbe un bambino. C’è poca nostalgia in questo, piuttosto la consapevolezza che quello sguardo resta il punto d’origine di ogni forma di conoscenza, un modo autentico di guardare il mondo, che l’età adulta tende a smarrire.



E i temi che sono finiti su questo foglio toccano argomenti come la gentilezza, il coraggio, il silenzio, il rispetto, la misura, la forza interiore, la responsabilità verso gli altri. Più che slogan motivazionali, sono appunti raccolti lungo un percorso di vita, distribuiti sul casco come note scritte in momenti diversi. Insieme raccontano una crescita che si misura nella disponibilità a rimettere continuamente in discussione le certezze accumulate. Anche in pista, dove Iannone vuole ancora dimostrare tutto il suo talento e, soprattutto, vuole divertirsi. Anche nell’ideare caschi che rispecchino non solo la sua carriera, ma anche la sua storia personale. Quella di un uomo, prima che pilota.
[📸 Courtesy of Angelo Iannone | 29 Media Agency]