La Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha ufficialmente annunciato il nuovo calendario della Paris Fashion Week Men’s dedicata alle collezioni Primavera/Estate 2027, in programma dal 23 al 28 giugno 2026, e il messaggio che emerge è chiaro: Parigi continua a essere il centro nevralgico della moda uomo internazionale. In una fase di forte trasformazione del sistema fashion globale, tra cambi di direzione creativa, ridefinizione dei format e nuove strategie commerciali dei grandi gruppi del lusso, la settimana della moda maschile parigina si conferma il momento più influente dell’intera stagione, riunendo 74 marchi tra sfilate e presentazioni e consolidando ulteriormente il proprio peso rispetto alle altre capitali della moda.
Il calendario vede la partecipazione delle maison più importanti del panorama internazionale, da Louis Vuitton a Dior Men, passando per Saint Laurent, Celine, Hermès, Kenzo, Ami Paris, Sacai, Rick Owens, Comme des Garçons Homme Plus, Junya Watanabe, Dries Van Noten, Wales Bonner, KidSuper e Wooyoungmi, insieme a una nuova generazione di brand indipendenti che negli ultimi anni ha contribuito a ridefinire il linguaggio contemporaneo del menswear. Saint Laurent sfilerà il primo giorno, il 23 giugno alle ore 17.00, mentre il Dior di Jonathan Anderson sfilerà il 24 giugno alle 14.30.
Tra i nomi emergenti più osservati figurano Song for the Mute e Soshiotsuki, mentre uno dei ritorni più discussi sarà quello di Vetements sotto la guida di Guram Gvasalia. Ma più ancora dei singoli nomi, è la concentrazione di debutti e passaggi strategici a rendere questa edizione una delle più attese degli ultimi anni. Grande attenzione è rivolta infatti al ritorno di Celine sulla passerella uomo -e quindi non più co-ed con la donna – con la prima collezione firmata da Michael Rider, chiamato a raccogliere l’eredità di Hedi Slimane e a ridefinire l’identità della maison in un momento cruciale per il marchio. Allo stesso tempo cresce l’attesa per il nuovo corso di Givenchy con Sarah Burton, una delle designer più rispettate del panorama internazionale, pronta a portare una nuova visione tra couture e tailoring contemporaneo.
Anche Dior Men sarà osservata speciale con la prosecuzione del lavoro di Jonathan Anderson, che nelle ultime stagioni ha già dimostrato la volontà di spingere la maison verso un linguaggio più sperimentale e culturale. Come ormai accade da diverse stagioni, Louis Vuitton rimane però il fulcro mediatico dell’intera settimana: la direzione creativa di Pharrell Williams continua infatti a trasformare ogni show in un evento globale capace di fondere lusso, musica, celebrity culture e intrattenimento, rafforzando ulteriormente il dominio di LVMH nel panorama fashion contemporaneo. Un altro momento chiave riguarderà Hermès, che attraversa una delicata fase di transizione dopo l’uscita di Véronique Nichanian e l’arrivo annunciato di Grace Wales Bonner alla guida del menswear: la collezione di giugno sarà realizzata dall’atelier interno della maison e rappresenterà un passaggio simbolico importante per uno dei marchi più solidi e influenti del lusso francese.
Il nuovo calendario conferma inoltre una tendenza ormai evidente nel sistema moda: mentre Milano appare sempre più prudente e frammentata, con diversi brand che scelgono strategie alternative o presentazioni fuori calendario, Parigi continua ad attrarre i nomi più forti dal punto di vista creativo, culturale e mediatico. Oggi la moda uomo trova nella capitale francese il luogo ideale per unire sperimentazione, storytelling, business e visibilità internazionale, trasformando la Paris Fashion Week Men’s non soltanto in una successione di sfilate, ma nel principale termometro dello stato di salute dell’intero settore luxury globale.
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