Solo ieri sera si è tenuta l’ultima edizione dei Met Gala. Il tema? Fashion is art, connesso a doppio filo con la mostra del Metropolitan Museum di New York che ripercorrerà gli eterni parallelismi tra arte e costume. Un dialogo incessante e dalle origini antiche: che si ammirino gli opulenti mosaici bizantini o i ritratti della nobiltà settecentesca, l’occhio degli artisti per i costumi e i loro dettagli è sempre stato un punto fondamentale della loro opera. Perché anche un orlo, un ricamo o un gioiello riescono a raccontare con minuzia doverosa un’epoca, un sentimento, un punto di vista. Una connessione talmente profonda che a un certo punto ci si chiede chi sia a influenzare prima chi: è l’arte a ispirare la moda o la moda a ispirare l’arte? In realtà poco importa perché nella creatività i confini si assottigliano e ciò che conta è il risultato.
L’arte è sempre stata alla base della moda di Dolce&Gabbana. L’expertise manifatturiera del grande brand italiano ha saputo declinarsi con maestria anche grazie alle innumerevoli ispirazioni artistiche, percorrendo secoli di storia del costume e conservandone intatta la loro solennità nel tempo. Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno sempre creduto fortemente nel recupero e nella conservazione dei grandi patrimoni culturali e artistici: una dedizione che si traduce concretamente nelle loro collezioni che hanno saputo reinterpretare epoche e suggestioni estetiche coniugandole alle esigenze della contemporaneità.

Per celebrare questo connubio, il marchio ha pubblicato un nuovo libro esclusivo, ArteModa Dolce&Gabbana: un volume in cui passione, sapere, storia, creatività e bellezza si intrecciano. Fin dagli anni Novanta, Dolce&Gabbana ha costantemente tratto ispirazione dal mondo dell’arte, lasciandosi guidare dalla forza evocativa della pittura e della scultura per arricchire le proprie collezioni. Questo dialogo con l’universo artistico si è fatto ancora più profondo e strutturato con la nascita dell’Alta Moda nel 2012 e dell’Alta Sartoria nel 2015: due capitoli fondamentali nella storia della maison che hanno sancito un legame ancora più stretto e consapevole tra le creazioni sartoriali e i grandi capolavori dell’arte, celebrandone l’unicità, l’eccellenza e la bellezza senza tempo.
Dolce&Gabbana ha saputo reinterpretare nei suoi capi più iconici i dipinti più celebri: basti pensare all’abito con i Girasoli di Vincent van Gogh, o alla mantella ricamata con La canestra di frutta di Caravaggio. Il libro, edito da Rizzoli e disponibile a partire da oggi, illustra anche con dovizia di immagini tutte le fonti artistiche che hanno ispirato la casa di moda: dalla classicità ai mosaici bizantini ai grandi maestri italiani del Rinascimento – come Leonardo, Botticelli, Tiziano, Raffaello – fino ai movimenti contemporanei, dal surrealismo onirico di Dalí, all’Action Painting di Jackson Pollock, alla street art di Basquiat, ai graffiti di Keith Haring.

[📷 Courtesy of Dolce&Gabbana]