Le dimissioni erano state richieste a gran voce, e alla fine sono arrivate. Gabriele Gravina non è più il presidente della Federcalcio. Sono passati solo due giorni dall’ennesima disfatta della Nazionale Italiana di Calcio, che per la terza volta consecutiva non si è qualificata alla Coppa del Mondo. Una sconfitta rumorosa, quella avvenuta in Bosnia contro i padroni di casa, dopo gli infausti calci di rigore, che hanno alimentato l’ennesimo processo al calcio italiano, reo di non avere progettualità e di non riuscire a qualificarsi a un Mondiale da ormai 12 anni. Principale “colpevole” di questa disfatta, secondo i protagonisti del mondo del calcio, la politica e l’opinione pubblica, era Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dal 2018, che in carica ha vissuto la vittoria dell’Europeo del 2021 con allenatore Roberto Mancini, ma anche due esclusioni eccellenti ai Mondiali, ovvero quella nel 2022 contro la Macedonia e quella, appunto, di martedì contro la Bosnia.
Il presidente inizialmente aveva invocato alla riflessione, non dimettendosi nell’immediato post gara, come spiegato nella conferenza stampa subito dopo la sconfitta in Bosnia. Ma aveva annunciato un’assemblea straordinaria in federazione per oggi, giovedì 2 aprile 2026. Alla presenza dei presidenti di Lega Serie A Simonelli, Serie B Bedin, Serie C Marani e Lega Nazionale Dilettanti Abete, e ai vertici dell’Associazione calciatori Calcagno e dell’associazione allenatori Ulivieri, Gravina ha comunicato le sue dimissioni pochi minuti dopo l’inizio dell’assemblea, riporta l’ANSA. Un atto per molti dovuto, che però ci si auspica possa aprire a un vero cambiamento, capace di invertire la rotta di un sistema in caduta libera. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno, fa sapere ancora l’agenzia stampa. Giorno in cui si scoprirà chi sarà la persona che accompagnerà il calcio italiano, si spera, fuori dalle paludi.
Con un comunicato la Federazione ha confermato l’incontro e le dimissioni rassegnate. Durante la riunione, si legge ancora, «Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano». Lì esporrà «una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo».
Nel comunicato, inoltre, Gravina ha voluto esprimere il proprio rammarico per «l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)».
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