Hermès e gli altri: le maison del lusso continuano a puntare sulla Cina

Anche Hermès punta sulla Cina. La maison leader del lusso francese sta infatti espandendo la sua presenza nel Paese con un nuovo flagship store di riferimento a Taikoo Li Sanlitun, quartiere simbolo dello shopping di alto livello a Pechino. L’apertura colloca Hermès accanto a Louis Vuitton, Dior e Max Mara in una strada che ha subito un’importante ristrutturazione pluriennale da parte di Swire Properties, attirando 171 nuovi opening a Pechino e oltre 227 eventi di debutto da parte dei brand.

La scelta di Hermès non è singolare, ma è l’ennesimo sentore di un cambiamento ben più ampio che vede come protagonisti il settore moda e la Cina. Infatti, dopo un significativo rallentamento della spesa per beni di lusso in Cina tra il 2023 e il 2024, le maison globali stanno reinvestendo nei negozi fisici di punta, considerandoli un segnale di fiducia a lungo termine nel mercato cinese. Per Hermès in particolare, che ha costantemente superato i concorrenti in termini di resilienza sui ricavi, questa apertura rafforza la sua strategia di considerare il design del negozio come un valore aggiunto per il marchio, e non solo come un immobile.

L’architettura dello store è infatti il vero punto di forza dell’operazione. Presenta una rete metallica interamente realizzata a mano, color bronzo, che avvolge l’intera facciata esterna dell’edificio, richiamando la tradizione e l’expertise di Hermès nella tessitura e nella selleria, c⁠reando una facciata che varia per texture e tonalità seconda della luce naturale. Finestre ad arco e una scultura equestre sul tetto, con le iconiche bandiere arancioni della maison, completano l’identità dell’edificio, concepito come uno spazio commerciale destinato a diventare un punto di riferimento culturale.

Ma Hermès non è l’unico marchio ad aver puntato sulla Cina in maniera significativa e concreta. Proprio oggi, 1 aprile 2026, è infatti previsto lo show Fall/Winter 2026 di Maison Margiela a Shanghai, punto focale di una strategia comunicativa ben più ampia, ovvero il progetto itinerante “MaisonMargiela/folders” che prenderà piede in quattro città cinesi. Il marchio del gruppo OTB creativamente guidato da Glenn Martens si focalizzerà su mostre immersive (Artisanal, Anonymity, Tabi, Bianchetto) tra Shanghai, Pechino, Chengdu e Shenzhen. L’obiettivo è connettersi con il pubblico giovane cinese attraverso il dialogo, l’archivio storico e mostre aperte al pubblico.

Dopo un periodo di incertezza, il lusso europeo in generale mostra segnali di ripresa in Cina, con il gruppo LVMH che vede le vendite tornare in positivo, grazie all’apertura di flagship store ed eventi provati esclusivi per i top clients. Chanel ha invece scelto di portare sul territorio cinese “Le19M”, una hub per la creazione e la diffusione dei Métiers d’art, che ora è pronta a inaugurare un nuovo capitolo a Shanghai dal 25 settembre al 15 novembre 2026. Il Museo d’arte di Pudong (MAP) ospiterà un programma culturale aperto a tutti, pensato per mettere in relazione savoir-faire, ricerca e immaginari contemporanei. Un modo per tessere un dialogo vivo con la vivace metropoli cinese, in cui le undici Maisons d’art del 19M incontreranno l’artigianato e le realtà artistiche contemporanee locali.

Prada ha celebrato il legame con la Cina con una campagna dedicata e installazioni speciali tra gennaio e marzo 2026 per la celebrazione del Capodanno e l’anno del Cavallo, incluse posizioni chiave come Chengdu IFS Mall e Shanghai IFC Mall. Ha inoltre realizzato il formalwear per la Nazionale femminile cinese. La Cina è dunque tornata assoluta protagonista del mercato internazionale del lusso, nonostante le innumerevoli preoccupazioni che hanno visto, negli anni precedenti, un significativo rallentamento della richiesta. Ma le maison occidentali non si sono arrese e stanno riguadagnando terreno positivo; da vedere se la tendenza proseguirà anche nei mesi avvenire.

[📷Instagram: hermes]

Condividi l'articolo sui social: