Tra i film in assoluto più acclamati e vincenti, non solo in occasione dell’ultima notte degli Oscar ma nel complesso durante tutta la stagione dei premi in generale, Sinners non è solo la pellicola che ha consentito a Michael B. Jordan di ritirare il prestigioso Academy Awards come miglior attore protagonista, ma anche un racconto in grado di esplorare importanti temi sociali e contesti storici e culturali.
Protagonista oltre ai membri del cast è stato anche lo sceneggiatore e regista del film, Ryan Coogler, vincitore del premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale e recentemente diventato il secondo sceneggiatore nero a vincere il premio dopo Jordan Peele, che lo vinse nel 2018 grazie a Get Out.
Prima di arrivare al successo, però, il regista di Black Panther e Creed – tra gli altri suoi lavori – ha dovuto affrontare un periodo complicato della propria vita, tra i debiti universitari e la paura di non farcela.
«Avevo un debito di 200.000 dollari per la scuola di cinema. Era una situazione terribile» ha infatti raccontato lui stesso lo scorso anno in occasione di un’intervista rilasciata al podcast WTF with Marc Maron e riportata dal Daily Mail. «Non proveniamo da una famiglia ricca» aggiunge Coogler, oggi ben lottando da quello studente con tanti sogni e pochi mezzi per provare a realizzarsi.
Cresciuto a Oakland in quartiere difficile, grazie all’importante supporto dei giorni l’oggi premio Oscar è riuscito a diventare un atleta e a frequentare scuole cattoliche private. Come si legge sul portale, nel valutare una carriera diversa da quella del giocatore di football, mentre stava considerando la possibilità di proseguire gli studi in medicina dopo la laurea in chimica il regista fu invece spinto a iscriversi a un corso di scrittura creativa seguendo le sue doti di narratore. Come successivamente raccontato dalla sua professoressa dell’epoca: «Sapeva come raccontare una storia, e la storia era ricca di immagini… era quasi come se ci fosse una telecamera nella stanza».
Trasferitosi alla Sacramento State sempre per seguire un programma che includesse il football nella sua vita, secondo alcune fonti fu proprio lì che iniziò a frequentare corsi di cinema e, nel 2007, ricevette un’offerta di borsa di studio dalla USC per studiare presso la sua Scuola di Arti Cinematografiche.
Sommerso dai debiti, riuscì a realizzare Creed, il suo secondo film, uno spin-off della saga di Rocky che, superando le aspettative in termini di incassi, gli consentirono di dare vita ad altri lavori di successo come Black Panther e il suo sequel Wakanda Forever.
Arrivando ai giorni nostri, che vedono il suo ultimo lavoro cinematografico vincitore di ben quattro premi Oscar, Ryan Coogler si dimostra quindi l’incarnazione del sogno americano. E la dimostrazione che il talento, se coltivato, spinto, riconosciuto, alimentato e, in alcuni casi, anche sostenuto, può far raggiungere grandi cose.
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