Dietro i riflettori e gli ospiti celebri delle Fashion Week o degli eventi da red carpet, esiste un intero universo di artisti e creativi guidati da ingegno e visione. Tra questi c’è Simon Carle, noto per aver ideato uno dei look più discussi indossati da Tyla a Parigi: un top – tatuaggio che andava a fare da seconda pelle al corpo della star, in un effetto visivo sorprendente e illusorio.
Designer diviso tra Londra e Parigi, Carle ha sviluppato un linguaggio creativo distintivo basato su un’idea semplice ma radicale: trasformare il corpo nel vero supporto dell’abito. Parallelamente, il suo lavoro ha iniziato a farsi notare anche nella scena musicale. Artiste come Charli XCX hanno già indossato le sue creazioni, e il designer ha contribuito anche ai costumi dei ballerini durante l’iconica performance di Rosalía ai BRIT Awards di qualche settimana fa.
Nel suo percorso formativo, Carle ha sviluppato il proprio interesse per la moda sperimentale durante l’esperienza in Maison Margiela, negli anni in cui John Galliano guidava il team Couture della maison. In quel contesto ha affinato tecniche scultoree applicate direttamente al corpo, lavorando con materiali come la spugna o con stratificazioni di capi. Un’esperienza che lo ha portato a diventare una figura chiave anche nell’ultima collezione firmata da Galliano per il brand, caratterizzata da assenze, strappi e texture artigianali cariche di narrazione.
L’uso di materiali non convenzionali è sempre stato uno dei tratti più riconoscibili del suo lavoro, insieme alla manipolazione delle silhouette per costruire quello che potrebbe essere definito un “nuovo corpo”. Da questa ricerca nasce anche la sua creazione più virale: il top-tatuaggio temporaneo.
Accogliendo la bellezza della rottura e dell’imperfezione, questi capi portano spesso con sé un’estetica grunge: a volte con stampe animalier, altre volte simili a vere e proprie pubblicità ambulanti di maison di lusso. Sfruttare l’attrattiva sensuale della pelle nuda e amplificarla attraverso tatuaggi rivelatori, aderenti al corpo, va ben oltre la complessità del body painting. I busti sembrano ricoperti da pizzi che appaiono a un passo dallo strapparsi e trasformarsi in gilet, senza mai nascondere la propria natura e lasciando spesso la schiena completamente scoperta.
Il lavoro di Carle è un esempio chiaro di come un’idea potente, se realizzata con precisione, possa ridefinire il linguaggio della moda. Simon Carle integra persino card ed elementi promozionali nei suoi lavori, reinterpretandoli con un’estetica tagliente. Un gesto che diventa anche una forma di empowerment: riappropriarsi del corpo come tela bianca, rivendicando la possibilità di poterla decorare e rivestire come si desidera.
[📷BACKGRID / IPA]