Sanremo 2026, tra i “festini bilaterali” e gli omaggi: la seconda serata fa il 59,5% di share

Sarà che è il festival dedicato a Pippo Baudo, sarà che vedere a turno i conduttori in piccionaia, vicino al famoso balconcino vista platea dell’Ariston, e poi Fausto Leali sul palco, ci ha aperto una finestra metatemporale, un flashback da Ritorno al Futuro, un momento da Prossimi Congiunti, che in assoluto sui social, ci permetterete la menzione, riescono a strapparci un sorriso soprattutto durante questo Festival.

Anno 1992, il conduttore era proprio Superpippo nazionale. All’inizio dell’edizione, prima serata, Mario Appignani, in arte Cavallo Pazzo, fece irruzione sul palco dando voce ai milioni di italiani che in cuor loro forse l’hanno sempre pensato, comodi sul divano. E che ancora adesso si ritrovano, più sul serio che sul faceto, a dirlo a chi partecipa a Sanremo: “Dai, ma dicci chi ha vinto”. Come se il Festival fosse un’edizione di MasterChef. «Questo Festival è truccato e lo vince…», disse sul palco Cavallo Pazzo dietro Baudo, colto di sorpresa ma non troppo, mentre alcuni autori cercavano di zittirlo. Ma quel moto popolare era troppo forte, la verità doveva vincere: «Lo vince… Fausto Leali!». Oh, l’ha detto! Finalmente svelato l’arcano. No, non lo vinse Fausto Leali quel Festival, ma Luca Barbarossa con “Portami a ballare”; l’artista si accontentò del nono posto.

Ma non tolse nulla alla sua carriera, tra le più gloriose della musica italiana. Premiata ieri sera, nella seconda serata di Sanremo 2026, con il Premio alla Carriera del Festival di Sanremo. Che ha avuto negli omaggi i suoi clou, ma anche un notevole sovraffollamento sul palco. Quello che non è successo martedì, nella serata inaugurale, è avvenuto ieri sera.

Più Lauro per tutti

A partire da Achille Lauro, attesissimo nelle vesti inedite di co-conduttore, che ha meravigliato non solo, finalmente, con scelte stilistiche e cambi d’abito degni del palco dell’Ariston, ma anche con le sue esibizioni. Sulle note di “16 marzo” e soprattutto di “Perdutamente”, diventata omaggio alle vittime del tragico incidente di Crans Montana. Un momento emozionante, sul palco dell’Ariston, in cui la soprano Valentina Gargano e un coro di 20 elementi ha aggiunto teatralità e commozione, alle parole cantate da Lauro. Nel suo brano struggente, che la madre di una delle giovani vittime della tragedia di Capodanno ha cantato durante i funerali del figlio.

È solo uno dei momenti che hanno caratterizzato la presenza di un artista a tutto tondo, che già in passato ci aveva dimostrato di saper reggere il palco più importante d’Italia, non solo da artista in gara, ma anche da ospite, e ora da co-conduttore. E, aggiungiamo, forse non ci sarebbe dispiaciuto vederlo tutte e cinque le sere.

Oltre Achille, i co-conduttori

In “16 marzo” si è “sbloccata” anche Laura Pausini, che ha interrotto il digiuno davanti al microfono, spogliandosi per pochi minuti delle vesti di conduttrice. E che ha diviso il palco con altri due co-conduttori: Lillo e Pilar Fogliati. Che forse, se fossero stati distribuiti tra martedì e ieri, ce li saremmo goduti di più.

Se per Pilar, brillante attrice, un po’ di rammarico c’è per averla sfruttata poco, per Lillo c’è di sicuro da rendergli merito di aver provato a strappare un sorriso sul palco dell’Ariston, fin troppo ingessato nella ritualità e nella routine inscalfibile. Troppo? Troppo poco? Eh vabbè, ma non vi va bene niente, direte voi. No, no, davvero, lo diciamo solo perché amiamo troppo il Festivàl, che in fondo è sempre la manifestazione più importante del nostro Paese.

Tra i giovani e i 15 Big

Dicevamo degli omaggi. Oltre a Fausto Leali, presente sul palco, ce n’è stato uno anche a Ornella Vanoni. Ricordata tramite la nipote Camilla Ardenzi, che si è esibita sulle note di “Eternità”. Vi diremo, tutto sommato anche bei momenti, in linea con lo stile sobrio e asciutto “contiano”. Che un po’ di “What if” ce lo lasciano sempre, all’idea di qualcosa di più elegante e strutturato. E poi la celebrazione degli olimpionici di Milano Cortina 2026, l’esibizione del coro dell’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo sulle note di “Si può dare di più”, il momento dei “giovani” nelle Nuove Proposte che hanno aperto il Festival, con Angelica Bove e Nicolò Filippucci che si contenderanno la vittoria.

E infine la gara, con 15 delle 30 canzoni in competizione. E una classifica, stavolta determinata dal televoto e dal voto della Giuria delle radio, che ha premiato Tommaso Paradiso, Fedez e Masini, LDA e AKA 7even, Nayt ed Ermal Meta. Siamo solo all’inizio, ma il ritmo dello show rimane lo stesso della prima serata, pur con il tentativo di dare più spazio allo spettacolo, visti i pochi cantanti che si esibivano. E il pubblico continua a non premiare questa edizione, visto che la seconda serata ha totalizzato una media del 59,5% con 9 milioni e 53 mila spettatori (ascolti Total Audience). In calo rispetto allo scorso anno, quando a vedere Sanremo furono 11 milioni e 800 mila spettatori, con il 64,6% di share. Ci sarà un miglioramento nelle prossime serate? Forse è quello che ci auguriamo tutti. Un po’ come ci auguriamo che Elettra Lamborghini, che sul palco dell’Ariston canta “viva viva viva la Carrà”, possa finalmente dormire e risolvere l’enigma dei festini bilaterali. Se qualcuno ha capito tra chi, venga a dircelo, perché stiamo ancora cercando di capirlo…

[📸 Courtesy of Dolce&Gabbana]

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