Chiunque conosca la storia e il DNA iconico di Mugler, saprà bene che la maison francese fondata dall’omonimo stilista Thierry è sempre stata un esempio sublime della teatralità nella sua forma più poliedrica e artistica. I suoi show, in bilico costante tra femminilità, mondi fantastici e l’espressione più autentica del concetto di couture, hanno segnato un’epoca, quella tra anni ’80 e ’90, in cui Mugler è stato assoluto protagonista. Assistere a una sua sfilata non era solo assistere a un fashion show, ma a una vera performance, dove le modelle interpretavano ruoli ben caratterizzati e sempre focalizzati su una narrazione estasiata, conturbante, onirica e spettacolare.
Non deve quindi sorprenderci se ora, il nuovo direttore creativo Miguel Castro Freitas, abbia scelto di presentare la sua pre-collection SS26, “The Wardrobe of Identitys”, con una modalità particolarmente incisiva, in collaborazione con uno degli artisti performativi più iconici e provocatori del nostro tempo, David Hoyle. Tre short movies descrivono l’ultimo capitolo della maison francese e il punto di vista del designer, attraverso il genio dirompente e divisivo di Hoyle, che si muove nella sua irriverenza nella duplice veste di protagonista e agitatore di folle, incentivando quello spirito provocatorio che è connaturato all’essenza stessa di Mugler.
[📷 Courtesy of KCD PARIS]