Pieter Mulier da Versace ce lo aspettavamo. O meglio, le voci erano talmente diventate insistenti e propagate anche dai media più istituzionali, che quando la conferma è arrivata più che sorprenderci ci ha semplicemente fatto esclamare “ok, anche questa è fatta”. Non sappiamo esattamente quale sarà la modalità con cui il designer belga approccerà il marchio italiano, ma quel che sappiamo è ciò che lascia, ovvero un’eredità sufficientemente impattante in Alaïa, brand che ha creativamente diretto per cinque anni, tanto da renderci incapaci di immaginare chi possa essere un successore altrettanto valido. Mulier ha saputo ridare alla maison francese una meritata visibilità, rendendo Alaïa nuovamente appetibile, desiderabile, maestosa tanto nelle architettoniche collezioni pervase di minimalismo concettuale e spettacolare al tempo stesso, tanto in accessori campioni di vendite, come la borsa Le Teckel o le ballerine a rete diventate un cult visto e rivisto e, ahimè, riproposto anche nelle versioni low-cost più disparate. Un binomio, quello tra colpi di genio commerciali e collezioni supreme, che è sempre più difficile da trovare e che dunque ci lascia con l’amaro in bocca sul futuro di un brand che solo negli ultimi anni era riuscito a riemergere egregiamente.
Ma, ovviamente, le prime indiscrezioni sul possibile successore non si sono fatte aspettare a lungo, e i rumors stanno sempre più spingendo verso uno scenario che potrebbe rivelarsi veritiero. A prendere le redini di Alaïa potrebbe essere Maximilian Davis, attualmente alla guida di Ferragamo che, a sua volta, sarebbe pronto ad accogliere un nome già noto, seppur non gli esiti più fortunati, Sabato De Sarno. Quello che Davis ha fatto da Ferragamo negli ultimi anni è tutto sommato un buon lavoro: per un brand che annaspava continuamente e sempre sull’orlo di un fallimento irreversibile, il designer britannico ha saputo conferirgli una certa attitude di sexiness ed expertise artigianale, nel pieno rispetto del DNA del brand, con capi e accessori che, seppur sottovoce, hanno cominciato a rendersi sempre più riconoscibili e desiderati, come le iconiche borse Hug, una splendida reinterpretazione di un classico di Ferragamo. Certo, il brand nonostante tutto questo restyling resta pur sempre confinato a una sorta di “nicchia”, che se da una parte lo preserva dalle sovraesposizioni eccessive e spesso confusionarie della fama, dall’altra non riesce a farlo davvero emergere per il valore che ha. Maximilian Davis è uno bravo e probabilmente, l’arrivo in una maison più in vista come Alaïa, potrebbe finalmente riconoscergli quel merito che gli spetta.
Sabato De Sarno è stato a lungo identificato come l’agnello sacrificale di casa Gucci. Congedato dopo appena due anni, le sue stagioni all’interno del marchio del gruppo Kering sono state all’insegna di pochi ma fondamentali punti: il colore – con il Rosso Ancora eletto a una sorta di manifesto -, l’italianità – espressa attraverso la comunicazione – e una certa sobrietà artigianale, composta da elementi d’archivio rivisti in chiave essenziale. Predecessore del designer star Demna, che proprio questo febbraio 2026 debutterà con la prima sfilata di Gucci, De Sarno si è nel frattempo dedicato ad altri progetti, come quelli relativi all’arte e ispirati dalla città di Napoli, sua terra natia. Sicuramente quella con Ferragamo potrebbe essere una combinazione azzeccata: manifattura radicata nella tradizione, un lusso non urlato ma più destinato a capi timeless e meno trend-oriented, ma soprattutto un’identità italiana molto forte. Se da maison come Gucci ci si aspetta una risonanza internazionale ma soprattutto che faccia tendenza, un marchio come Ferragamo resiste proprio nella sua connotazione di qualità ricercata ma non urlata, un punto di riferimento soprattutto nella pelletteria che non cerca l’hype a ogni costo ma un pubblico fedele di estimatori che possa acquistarlo per la bellezza dei prodotti più che per lo statement. De Sarno potrebbe in questo essere il designer giusto, a patto che non manchi di quella punta di sensualità impeccabile che ha portato Davis, e che è stata sicuramente apprezzata.
[📷 Instagram: maximilandavis]