Una notte da ricordare, in cui in qualche modo si è fatta la storia. Sono tanti i temi ricorrenti nella serata dei Grammy Awards 2026. Il blocco unito contro l’ICE, tema che negli Stati Uniti sta tenendo banco nelle ultime settimane, tra spille e discorsi dei vincitori; le foto e i selfie di leggende viventi che si sono unite in uno scatto; le performance stellari, con i protagonisti della musica sullo stesso palco. Insomma, nulla che non ci aspettassimo. Ha trionfato Bad Bunny, che per la prima volta ha portato un album in spagnolo in cima nella categoria Album dell’anno. È stato lui l’uomo più ricercato, non soltanto sul palco, ma anche in platea per le più disparate foto. Con Justin e Hailey Bieber, Jaylee King e non solo. Se ci fosse una classifica dei più fotografati, allora non potremmo non citare Chappell Roan, Lady Gaga, Sabrina Carpenter e, ovviamente, la Bieber Family.
Ecco, proprio a proposito di loro, memorabile sarà l’esibizione in mutande e calzini di Justin, anche mentre se ne ritorna nel backstage a lavoro finito. Un po’ come sarà sempre memorabile l’errore di Cher nell’annunciare il premio Record of the Year, che poi è andato a Kendrick Lamar. Parlavamo di annunci? E allora come non parlare del presenter a sorpresa, arrivato alla fine: Harry Styles, che ci ha conquistato con un look Dior Men by Jonathan Anderson. Denim sartoriali e la celebre Bar Jacket della maison, reinterpretata in chiave maschile in tweed grigio e indossata senza niente sotto. Ai piedi, ballerine in vernice con fiocco color verde acqua. L’artista britannico non poteva mancare e ha annunciato il vincitore dell’Album dell’anno, ovvero Bad Bunny, abbracciandolo nel momento più emozionante della serata.
È la magia dei Grammy, bellezze. Un po’ come Sabrina Carpenter che diventa Silvano il mago di Milano, tirando fuori dal “cilindro” non soltanto le sue hit più famose, ma anche una colomba. O Tate McRae che si fa un selfone con sua “madre” Lady Gaga. O ancora Bad Bunny che viene spaventato sempre da Gaga, altra protagonista di serata, mentre lo saluta da dietro. Magari potessimo spaventarci anche noi così…
[📸 Getty Images; IPA]