30 anni senza Massimo Troisi: un vuoto incolmabile di un genio immortale

Un sospiro spezzato, un cuore malato, una mente geniale e unica. Era il 3 giugno 1994 quando Massimo Troisi salutava tutta la troupe de “Il Postino” chiedendo una sola cosa: di non dimenticarsi di lui. Il giorno dopo esalava il suo ultimo respiro, tramortito da una malattia che lo ha portato via troppo presto, 30 anni fa, quando aveva solo 41 anni. Quel film avrebbe fatto storia, ma lui non fece in tempo a saggiarne il successo, il premio Oscar vinto. Fu il suo testamento, un film voluto e desiderato, che voleva fare a tutti i costi con il suo cuore. Doveva fermarsi, per sopravvivere, doveva sottoporsi a un trapianto di cuore, ma l’amore per il romanzo di Antonio Skármeta era troppo forte.

“Morto un Troisi non se ne fa un altro”, recitava l’amico Benigni in una poesia. E aveva ragione. Perché della sua sensibilità, del suo umorismo e del suo talento, non ne nascono così tanti. Un simbolo di Napoli e della napoletanità, amato da tutti. Pensava in napoletano, sognava in napoletano. «Perché è l’unico modo», disse. E le radici più profonde di quella napoletanità lo hanno reso un simbolo inequivocabile, raro per quanto prezioso, al pari dei più grandi. Come Pino Daniele, voce e chitarra inconfondibile, che ovviamente in Massimo trovò una spalla perfetta.

Tutto testimoniato da interviste insieme, da estratti e collaborazioni. Come quella che Anna Praderio mostrò in un documentario su di lui, in una suite dell’hotel Santa Lucia. Pino con la chitarra che gli canta “Quando”, Troisi che ascolta assorto nei pensieri e dà indicazioni per quella che sarebbe stata la colonna sonora di “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”. «E vivrò, sì vivrò tutto il giorno per vederti andar via, fra i ricordi e questa strana pazzia». Quella sana malinconia d’amore, che acceca e rende la sofferenza dolceamara, che fa versare lacrime, ma che strappa un dolce sorriso, che è ben diverso da una risata. Un po’ il sentimento che ci viene ogni anno, di questi giorni, ripensando a Massimo Troisi.

[📸 Getty Images; PictureLux, The Hollywood Archive, Alamy / IPA; 📹 ©️ Italian International Film, Yarno Cinematografica; Mediaset; Rai]

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