Una delle notizie più commentate delle ultime ore riguarda, senza ombra di dubbio, la nomina di David Beckham a cavaliere per mano di re Carlo in persona. Diventato Sir grazie ai suoi “servizi al calcio e alla società britannica”, l’imprenditore inglese non ha mancato di condividere questa speciale cerimonia – e i festeggiamenti che ne sono conseguiti – sui propri canali social e su quelli dei suoi familiari.
Oltre a lui, però, nel corso degli anni sono numerosi i personaggi illustri che sono stati insigniti dello stesso titolo, dal re così come dalla compianta regina Elisabetta II. Essere nominati cavalieri, knighthood, così come nobildonne, damehood, “significa ricevere una delle più alte onorificenze del Regno Unito e viene solitamente conferita a coloro che hanno dato un contributo significativo al proprio campo, solitamente a livello nazionale” si legge sul sito ufficiale della Royal Family. “Mentre nei secoli passati i titoli di cavaliere venivano conferiti esclusivamente per meriti militari, oggi riconoscono anche contributi significativi alla vita nazionale. I destinatari spaziano da attori a scienziati, da presidi scolastici a industriali”.
Oltre a personaggi nominati più di recente come Lewis Hamilton, tra i nomi più celebri che forse non ricordavamo avessero ricevuto tale nomina spiccano Michael Caine, Anthony Hopkins, Elton John, Mick Jagger, Paul McCartney, Daniel Day-Lewis, Arthur Conan Doyle, Mo Farah, Alex Ferguson. Hanno invece ricevuto una nomina onoraria Steven Spielberg, Bono, Bill Gates, Ralph Lauren e Pelé, tra gli altri.
Per il titolo di damehood, invece, sarebbe impossibile non citare Twiggy, Judi Dench, Maggie Smith, Helen Mirren, Julie Andrews, Elizabeth Taylor, Agatha Christie e Angela Lansbury. Hanno invece ricevuto una nomina onoraria Angelina Jolie e Anna Wintour.
Sebbene non siano tutti personaggi nati nel Regno Unito, la famiglia reale sottolinea infatti che “I cittadini stranieri ricevono occasionalmente il cavalierato onorario o il titolo di dama attraverso gli ordini del Regno Unito; non sono nominati e non utilizzano il titolo di ‘Sir’ o ‘Dame’”.
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