Mentre molti hotel sembrano assomigliarsi sempre di più, seguendo un’estetica internazionale facilmente riconoscibili in qualsiasi parte del mondo, Palazzo Avino sceglie una strada diversa. La sua bellezza non dipende soltanto dal panorama straordinario in cui è immerso, ma anche da un’identità precisa, costruita attraverso un dialogo tra epoche, materiali e stili diversi.
Siamo a Ravello, a circa 350 metri sul livello del mare, in uno dei punti più suggestivi della Costiera Amalfitana: da una parte le montagne verdi, dall’altra il Golfo, che rende difficile capire dove finisca l’architettura e inizi il paesaggio. Ma è entrando nell’edificio che si comprende davvero cosa renda speciale questo luogo. Palazzo Avino occupa infatti gli spazi di Palazzo Sasso, antica dimora nobiliare risalente al XII secolo, restaurata e riportata alla sua funzione alberghiera nel 1997. Il risultato non cerca di cancellare il carattere storico dell’edificio per adattarlo a un modello contemporaneo, ma lo conserva e lo mette in dialogo con elementi più moderni.
Le 43 camere, di cui 10 suite, sono arredate con mobili d’epoca, tappeti antichi e dettagli che raccontano una certa idea di italianità, senza trasformarla in una ricostruzione preconfezionata. A completare gli ambienti ci sono le ceramiche artigianali di Vietri, che aggiungono colore e materia e riportano immediatamente alla tradizione della Costiera.
Tutto sembra costruito intorno all’idea di un luogo che appartiene prima di tutto a se stesso e il contesto non è uno sfondo, ma parte integrante dell’esperienza: la storia del palazzo, l’artigianato locale, il paesaggio e l’architettura si sovrappongono fino a creare un’estetica impossibile da replicare altrove.
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