Fondata nel 2013 da Xiaoyu Zhang e Min Li, YVMIN nasce dall’incontro tra ricerca artistica, sperimentazione materica e una visione non convenzionale della gioielleria. Il designer duo si laurea nel 2012 alla Central Academy of Fine Arts e, subito dopo, fonda lo studio YVMIN, dando vita a un progetto che amplia fin dagli esordi i confini tradizionali del jewelry brand. YVMIN definisce il proprio lavoro come un laboratorio di decorazione del corpo, una pratica che attraversa gioielleria, moda, ornamento e protesi. L’interesse si concentra sulla relazione tra forma, materia e persona, attraverso oggetti che possono aderire, avvolgere, ricoprire o amplificare le diverse parti del corpo. Ne deriva un’identità eclettica, costruita attraverso una continua sperimentazione di materiali, proporzioni e modalità d’uso. Questa libertà emerge nelle diverse collezioni, dove materiali non convenzionali, strutture tridimensionali e modalità inedite di indossare gli accessori costruiscono un linguaggio immediatamente riconoscibile. Tra le creazioni compaiono accessori per capelli che avvolgono il capo come piccole sculture, arricchendolo di luce, superfici riflettenti e drappeggi. Particolarmente suggestivo per esempio è un piccolo copricapo dalla forma simile a una conchiglia, caratterizzato da una superficie bianca e riflettente. La struttura appare leggerissima e aderisce alla nuca fino a suggerire l’idea di una seconda pelle luminosa.
La stessa attenzione alla forma emerge in oggetti appartenenti a categorie diverse. Montature di occhiali bordate da piccole perle trasformano un oggetto funzionale in un elemento prezioso; anelli dorati a forma di fiocco avvolgono le dita come piccole strutture decorative, mentre ear cuff argentati a forma di orsetto ricoprono l’orecchio, trasformandolo in una superficie ornamentale.
L’estetica di YVMIN è ricca, ornamentale e teatrale, con una marcata componente barocca fatta di brillantezza, sovrapposizioni e dettagli preziosi. A questa dimensione si affianca una sensibilità iperfemminile e giocosa, evidente nella presenza ricorrente di fiocchi, orsetti, animaletti, strass e ciliegie. Forme legate all’universo dell’infanzia entrano così in un sistema estetico sofisticato, creando un equilibrio tra ingenuità, ironia e ricercatezza.
Questa attenzione all’ornamento raggiunge una dimensione particolarmente significativa nei progetti dedicati alle protesi, dove l’estetica incontra esigenze personali e forme di espressione individuale. Nel 2023 YVMIN viene contattata da Wang Zhixuan, nata con la sindrome di Poland, una condizione che ha determinato l’assenza congenita del seno destro e del muscolo pettorale. Il suo desiderio era poter indossare un bikini e andare in spiaggia, un’esperienza che fino a quel momento non aveva mai vissuto. Durante l’adolescenza, per compensare l’asimmetria del torace, inseriva di nascosto piccole palline di carta nella parte destra del reggiseno. Da questa esperienza nasce un progetto composto da cinque protesi mammarie: Illuminated Breast, Pearl Breast, Jewel Breast, Ripple Breast e Gift Ribbon Breast. YVMIN concepisce la protesi come un elemento visibile e personalizzabile, pensato per essere indossato con orgoglio anche sopra gli abiti, come un accessorio o un capo di moda. Le cinque versioni interpretano il volume attraverso linguaggi differenti, trasformando una necessità individuale in un progetto estetico capace di valorizzare la singolarità della persona.
Una direzione analoga era stata intrapresa nel marzo 2021 con Yang Jia, portatrice di una protesi alla gamba. YVMIN ha sviluppato diversi set di gioielli protesici concentrandosi sulla progettazione di gusci esterni decorativi per la struttura protesica e di sistemi facili da indossare. La separazione tra struttura funzionale ed elemento ornamentale ha permesso di sperimentare con forme e stili differenti, affrontando allo stesso tempo alcune problematiche tecniche e contribuendo alla riduzione dei costi.
I diversi elementi sono stati realizzati come pezzi effettivamente indossabili da Yang Jia in occasioni differenti, secondo una logica vicina a quella della gioielleria. La protesi diventa così una superficie personalizzabile, capace di cambiare insieme alla persona e alle circostanze. L’idea introduce una riflessione sul rapporto tra estetica e accessibilità: elementi decorativi intercambiabili permettono di personalizzare la propria protesi senza dover sostituire l’intera struttura funzionale.
Nel 2023 questa visione si amplia con una serie di body shells, concepita come un’esplorazione della gioielleria su scala corporea. L’ispirazione arriva dalla vegetazione rigogliosa e diversificata delle aree paludose, osservata come un sistema organico in cui ogni elemento cresce, si intreccia e si trasforma. Il progetto immagina una connessione profonda con la terra, quasi come se la persona emergesse dal terreno e la forza vitale delle piante scorresse attraverso la struttura come un flusso organico. Le decorazioni delle gambe riprendono l’andamento delle radici sotterranee e si sviluppano verso l’alto, mentre la struttura sul torso si apre progressivamente come un fiore in fioritura. Le forme vegetali vengono scomposte, trasformate e ricomposte conservandone alcuni tratti distintivi, fino a generare una sorta di botanica immaginaria. La materia ornamentale diventa così un elemento di connessione tra la figura umana e un paesaggio naturale reinventato.
I diversi progetti mostrano un progressivo ampliamento della scala del gioiello: dalla decorazione di una singola parte del corpo alla costruzione di strutture capaci di avvolgere, prolungare e modificare la silhouette. Copricapi, anelli, occhiali, ear cuff, body shells e protesi appartengono a categorie differenti, ma condividono una stessa attitudine progettuale, fondata sulla capacità dell’ornamento di intervenire sulla percezione della figura. In questa prospettiva, il gioiello diventa un’estensione della persona e uno strumento attraverso cui costruire e comunicare la propria identità. L’incontro con il mondo delle protesi aggiunge a questa visione una dimensione legata all’autodeterminazione e alla rappresentazione di sé: una protesi può essere scelta, personalizzata e mostrata, assumendo un valore estetico oltre alla propria funzione.
La sperimentazione di YVMIN porta così la gioielleria contemporanea verso una dimensione più ampia e totalizzante. L’ornamento segue le forme della figura, ne amplifica i volumi e, in alcuni casi, contribuisce a ridefinirne l’immagine. Attraverso questa continua apertura tra gioiello, moda, design e protesi, YVMIN costruisce un linguaggio in cui decorazione e identità diventano parte dello stesso processo creativo.
[📷 Instagram: yvmin_official]