TikTok e i social media stanno promuovendo l’ignoranza nel fashion system?

C’è stato un tempo in cui gli appassionati di moda e gli addetti al settore rappresentavano una nicchia abbastanza compatta di intellettuali creativi interessati non solo dagli abiti, ma a tutto un aspetto filosofico, artistico e culturale, che ha portato la moda su un piano superiore alla stregua di un’espressione, seppur vendibile, di arte vera e propria. Poi il mondo diventa digitale e l’informazione corre veloce, nascono i blog e i primi fashion blogger, che comunicano in modo molto più immediato dei giornalisti; in seguito la consacrazione dei social media, le blogger che diventano “influencers”, i successi (e i guadagni) senza precedenti, il mondo della comunicazione cambia repentinamente e improvvisamente sono i content creators i protagonisti assoluti del fashion system. 

I social media hanno avuto il merito di aver in un certo qual modo “democratizzato” un sistema che fino a quindici anni fa era chiuso; avere la possibilità di connettersi internazionalmente con un gran numero di persone è un privilegio potentissimo e ricco di opportunità, ma ha probabilmente conferito un’autorevolezza anche a personalità decisamente poco esperte. L’idea che basti amare fare shopping o saper abbinare un paio di scarpe ad un abito non coincide necessariamente con una comprovata expertise nel settore. 

Saperne di moda non è obbligatorio e non deve necessariamente coincidere con la passione per lo shopping; si può tranquillamente entrare in un negozio di lusso e comprare un brand senza conoscerne a pieno l’heritage, perché non è dovuto. Il problema sta quando ci si vuole a tutti costi imporsi come “esperto divulgatore” e non si hanno le competenze per poterlo fare. Qualcuno potrebbe dire che dopotutto si tratta semplicemente di vestiti, ma qualcun altro potrebbe controbattere dicendo che si tratta semplicemente di saper essere consapevoli dei propri limiti, che potrebbero per esempio essere colmati attraverso uno studio più approfondito di determinati argomenti. Dopotutto apprendere, da chi ne sa davvero, è democratico.

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