Quando l’arte imita la vita: 9 opere che ritraggono luoghi esistenti

«Bisogna fare la propria vita come si fa un’opera d’arte», diceva Gabriele D’Annunzio. Chi non ha mai sognato di vivere in un quadro? Sono diversi gli artisti di tutte le epoche e stili che hanno ritratto le sfumature di luoghi che si sono trasformati in cartoline d’autore. Luoghi esistenti e visitabili, all’aria aperta, bar e giardini.

Dagli impressionisti come Claude Monet, famosi per rappresentare un’immediata percezione dei soggetti e della paesaggistica con un metodo chiamato en plein air, che consiste nel dipingere all’aperto per cogliere le sfumature create dalla luce sui particolari. Con il suo stagno delle ninfee Monet ha ritratto i suoi idilliaci giardini a Giverny, che ispirarono la vita e le opere dell’artista per oltre 40 anni. E a giudicare dalla loro bellezza, sembra superfluo spiegarne il motivo. L’opera Terrazza del caffè la sera di Vincent Van Gogh ritrae il Café La Nuit nella Place du Forum di Arles, un luogo precedentemente citato nel libro Bel-Ami di Guy de Maupassant, che si dice abbia ispirato il pittore, insieme ovviamente all’immaginario raffinato e sognante del mondo dei cafè francesi, amati dalla pittura di fine ‘800.

La colazione dei canottieri di Pierre-Auguste Renoir ritrae la convivialità dal sapore bohémienne dei canottieri parigini sulla veranda aperta del ristorante dei Fournaise, sull’isola di Chatou, con anche amici dell’artista ritratti. Per raffigurare i ruoli tradizionali dell’uomo e della donna nel Midwest, Grant Wood ha scelto la Dibble House a Eldon, che ha fatto da sfondo al celebre American Gothic, dove i protagonisti erano la sorella e il dentista dell’autore. Impossibile poi non nominare Il carro di fieno di John Constable, ambientato al Willy Lott’s Cottage a Flatford, o La montagna Sainte-Victoire di Paul Cézanne e il Bal au moulin de la Galette di Renoir.

[📸 abcbritain, nvrst, Alamy / IPA; commons.wikimedia.org]

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