Una delle linee che forse più di altre riesce a mettere d’accordo tutti gli appassionati di moda, che ne sappiano di più o ne sappiano di meno, è la storica Pleats Please di Issey Miyake. Lontana dai trend, minimal e radicale, estremamente riconoscibile ma capace di adattarsi alle personalità di ognuno. Questo perché è il frutto del perfezionismo quasi maniacale del fondatore del brand, che ha trovato la sua traduzione nel tessuto forse più iconico della storia della moda. Perché si adatta a ogni corpo, perché è immediatamente riconoscibile, perché è un basic ma non è mai banale.
Presentato con la prima collezione per la stagione Primavera/Estate 1994 come brand indipendente, PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE affonda le proprie origini nella ricerca sul plissé sviluppata e presentata nel 1988 all’interno della collezione donna. Partendo dallo sviluppo di tessuti realizzati con filati originali, il brand crea capi funzionali pensati per la quotidianità, resi possibili dalla particolare tecnologia di plissettatura: gli abiti vengono prima cuciti e successivamente plissettati, completando così la loro costruzione.
Il plissé viene realizzato attraverso un procedimento particolare: il capo, una volta cucito, viene inserito tra due strati di carta e sottoposto a una pressatura a caldo che fissa le pieghe nel tessuto. È proprio questo processo a permettere al plissé di mantenere la sua struttura, ma allo stesso tempo di espandersi e contrarsi seguendo il corpo e i suoi movimenti. Leggeri, facili da indossare e lavabili in lavatrice, i capi del brand si distinguono per semplicità e praticità e si adattano al corpo e ai movimenti di chi li indossa, dando vita ogni volta a una silhouette diversa.
Ma i capi PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE non sono soltanto il risultato di una particolare tecnica di plissettatura, unica nel suo genere. Ogni design rappresenta infatti un’interpretazione creativa di questa tecnologia e riflette la filosofia progettuale e produttiva di ISSEY MIYAKE, con l’obiettivo di portare un senso di gioia e libertà nella vita delle persone contemporanee.
@adagoiu One piece, endless styling possibilities. Styling inspiration goes to @lisa.ekenbe@Lisa Ekenberg🍉 ♬ hate that i made you love me instrumental – Kylito🫧🩷
E tra tutta la collezione, c’è un capo continuativo che continua a risuonare nelle wishlist, ma anche nei video social. Stiamo parlando della stola Madame T: una stola che puoi mettere in mille modi. In poche parole, è un pezzo di tessuto plissettato con un buco al centro, che si può indossare in infiniti modi. Dai più classici ai più sperimentali, a seconda del proprio stile o dell’occasione.
Non esiste un solo modo di indossarla: può essere una stola, un top, qualcosa da avvolgere intorno al corpo o semplicemente un elemento con cui giocare per trovare ogni volta una nuova forma. Il tessuto segue i movimenti e cambia insieme a chi lo indossa, lasciando spazio alla personalità di ognuno e rendendosi protagonista del look o accessorio da intenditori.
Sembra quasi un controsenso vedere oggi nel feed questo item così senza tempo, completamente fuori dalle logiche dei trend, mentre viene elogiato ancora come item di tendenza. A dimostrazione che la bellezza di un design frutto di visione e studio non passa mai di moda, e di come ancora oggi possa essere tramandata, oltre che con un libro di storia della moda, anche con un video sui social.
@arianatapsell one top, endless ways #isseymiyake #pleatsplease #outfits ♬ original sound – 𝔗𝔥𝔞𝔩𝔦𝔢 𝔍𝔞𝔠𝔨𝔰𝔬𝔫 ۶ৎ – ꨄ.𓏲ᵎᵎֶָ֢ 𝐋𝐨𝐭𝐭𝐢𝐞.˖𓍢ִ໋❀
[📸 isseymiyake.com]