Kendall Jenner: l’abito indossato al Met Gala disegnato da Alexander McQueen ha dormito per ben 25 anni

Un abito di Givenchy d’archivio del 1999 quello scelto da Kendall Jenner in occasione dell’ultimo Met Gala, un piccolo capolavoro a tinte dark e nude, caratterizzato da dettagli preziosi e intarsi sofisticatissimi con profonda scollatura a V che hanno risaltato al massimo la bellezza della modella.

Forse non molti sanno che l’abito in questione è stato disegnato personalmente da quel genio creativo che è stato Alexander McQueen, dato che il designer britannico fu a capo della maison parigina come direttore creativo dal 1997 al 2001, ed è inutile dire che la sua mano e il suo immaginario sono ben visibili nel vestito scelto da Kendall Jenner.

Romanticismo dark, malinconia e sogno, suggestioni che ci riportano in una dimensione fantastica ma in qualche modo minata da un tormento inesplicabile, Alexander McQueen nel suo genio e sregolatezza ha sempre comunicato, attraverso le sue collezioni, il suo complicatissimo mondo interiore, quello di un giovane uomo dallo straordinario talento ma altrettanto fragile, controverso, trasgressivo eppure etereo.

L’abito in questione può essere considerato una vera e propria “Bella Addormentata” della moda, rispettando a pieno il tema della serata; è infatti un pezzo d’archivio che è restato dormiente per ben 25 anni, e successivamente alla serata, è stato rispedito alla maison Givenchy, che sta attraversando un momento di transizione circa la successione dei direttori creativi.

La maison ha aperto i propri archivi esclusivamente per la modella e la sua stylist, Dani Michelle, che appena hanno visto l’abito si sono innamorate all’istante, anche per la storia e il valore che si porta dietro, tant’è che sarebbe stato impossibile intervenire sartorialmente qualora si fossero presentate delle problematiche di vestibilità. Pericolo scampato, dato che l’abito le calzava alla perfezione.

Realizzato in tulle nero e nudo, l’abito è ricoperto da oltre 100.000 perline e paillettes nere e ottone, ricamate a mano per oltre 500 ore. Non solo è un lavoro impressionante, ma i ritagli in vita e il colletto e le spalle regali e scultorei lo rendono una vera e propria opera d’arte.

Sempre al Met, la cantante Lana Del Rey ha indossato una creazione di McQueen, questa volta disegnata dall’attuale direttore creativo del brand Sean Mcgirr dopo l’epoca di Sarah Burton, ed è quindi inevitabile domandarsi se, nella supremazia attualmente capitanata da Jonathan Anderson e John Galliano, rispettivamente a capo di Loewe e Maison Margiela, ci sia una chiara necessità di riscoprire anche uno dei geni eterni della moda, ovvero McQueen.

Che la sua fama possa continuare ad essere alimentata attraverso il rispolvero del suo archivio o con il nuovo corso che Sean Mcgirr sta intraprendendo come direttore creativo del brand è ancora presto per dirlo, ci toccherà attendere le prossime sfilate per comprendere che evoluzione ci sarà. In ogni caso, siamo in pieno “McQueen nostalgia”.

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