C’è qualcosa di profondamente democratico nell’idea che un abito nato per il red carpet non debba necessariamente rimanere confinato al red carpet. Perché se da sempre il tappeto rosso rappresenta il luogo per eccellenza dell’eccezionalità – quello in cui gli abiti sono pensati per pochi, indossati da pochissimi e osservati da tutti – Intimissimi sceglie di ribaltarne le regole. In occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il brand torna a essere sponsor della kermesse e porta sul red carpet la collezione Nude Look, una capsule di tre abiti che, ed è questo il vero elemento di novità, saranno immediatamente disponibili all’acquisto anche negli store Intimissimi e online. I look visti addosso alle protagoniste della serata inaugurale potranno dunque essere acquistati e reinterpretati da tutte le donne.
È un passaggio apparentemente semplice, ma significativo, perché mette in discussione una delle convenzioni più consolidate della moda contemporanea: quella secondo cui il red carpet debba essere necessariamente uno spazio irraggiungibile, costruito intorno a capi unici, styling irripetibili e guardaroba inaccessibili. Intimissimi sceglie invece di trasformarlo in un punto di partenza. L’abito non termina quando si spengono i flash: comincia lì la sua seconda vita, nella quotidianità del reale.
A interpretare la collezione Nude Look durante la serata inaugurale, alcune delle top model internazionali più note, tra cui Alessandra Ambrosio, Stella Maxwell, Alana Lucio e Faretta Radic, insieme alla modella e imprenditrice Emi Renata. Su di loro, i tre abiti sono stati accompagnati da styling e personalizzazioni esclusive, costruendo quell’immagine sofisticata e cinematografica che appartiene naturalmente al linguaggio del red carpet veneziano. Ma è proprio ciò che accade dopo a rendere il progetto particolarmente interessante: la collezione nasce infatti per uscire dalla dimensione della passerella, del photocall e del tappeto rosso e raggiungere il guardaroba quotidiano. Un’operazione che avvicina due mondi che la moda ha spesso tenuto separati: quello dell’aspirazione e quello della realtà di ogni giorno.
Alessandra Ambrosio ha sfoggiato un abito in Ultralight with Cashmere, intrecciando l’anima di due delle fibre più iconiche di Intimissimi. La morbidezza avvolgente del modal\cashmere sulla pelle incontra infatti l’eleganza raffinata della seta, tessuto da sempre simbolo del brand. Un abito che accarezza e valorizza la silhouette femminile grazie a delicati drappeggi sui fianchi, reso ancora più seducente da un corpetto in seta Giada con scollatura a cuore, pensato per esaltare il décolleté. A completare il design, un sofisticato gioco di spalline in Ultralight with Cashmere, chiaro richiamo alla versatilità delle maniche della celebre maglia del brand, che offre molteplici possibilità di indosso e si adatta così a stili differenti, diventando un trend virale su TikTok.
Per Faretta Radic, invece, un sublime incontro tra texture e luce: l’abito in Ultralight with Cashmere si tinge della delicata sfumatura Macaron Rose. La silhouette è scolpita da raffinate arricciature posizionate sulla parte superiore del bacino, che sfociano fluidamente in una lunga ed elegante gonna. Indossato a vista, un prezioso corpetto con coppe Anna, finemente ricamato della serie Feel Luxurious, è impreziosito da riflessi di filo lamé e micropaillettes nella tonalità rosa cipria. Il design è coronato da sensuali spalline in Ultralight with Cashmere che lasciano scoperte le spalle, regalando un’allure sofisticata, romantica e irresistibilmente seducente, ma mostrando al tempo stesso un’altra possibilità di indosso della versatile e iconica maglia di Intimissimi, capo ormai virale del brand; anche Faretta ha scelto di sfoggiare lo stesso gioco di vestibilità scelto da Alessandra Ambrosio.
Audace e sensuale è l’abito in tulle scelto da Alana Lucio, che interpreta l’arte del vedo-non-vedo con raffinata maestria. Il design, caratterizzato da un elegante scollo alto e avvolgenti maniche con dettaglio a guanto, gioca con una struttura sartoriale di drappeggi studiati per scolpire e valorizzare le forme femminili con estrema naturalezza. La trasparenza eterea del tessuto rivela con discrezione la lingerie sottostante, trasformandola nella vera protagonista del look: un reggiseno a coppa Carioca in raffinato pizzo della serie Tempting Treat, caratterizzato da un intrigante gioco di incroci e laccetti che valorizza il décolleté.
Stella Maxwell ha scelto invece un intrigante abito in pizzo, capace di delineare una silhouette slanciata e di estrema raffinatezza attraverso un equilibrio calibrato tra trasparenze e dettagli preziosi. A completare il capo, raffinati polsini in seta impreziositi da bottoncini e una morbida sciarpa fluida in charmeuse di seta. Il look è completato dalla struttura del corpetto a balconcino con stecche, in tulle e pregiati intarsi di pizzo, parte della serie Ethereal Embrace, che scolpisce la figura con grazia e decisione.
Emi Renata ha invece incarnato la sintesi perfetta tra l’arte della corsetteria e il fascino couture. Il look è costruito a partire dal corpetto bustier della serie Mistery and Intrigue, finemente lavorato con intarsi in prezioso velluto e illuminato da punti luce in paillettes. A catturare lo sguardo è l’audace e profonda scollatura, sostenuta da un ferretto ondulato dal design ricercato. La silhouette prosegue fluida in una scenografica gonna in tulle, ricca di arricciature, che accompagna i movimenti e si conclude in un lungo strascico a sirena. Un look magnetico, pensato per trasformare la lingerie in un’opera d’arte da indossare.
Look iconici, dunque, che possono essere indossati e reinterpretati anche nella vita di ogni giorno. Nude Look sviluppa infatti questa idea attraverso tre interpretazioni della trasparenza, affidate ad alcune delle fibre più riconoscibili dell’universo Intimissimi: Ultralight with Cashmere, Pizzo e Tulle. Fibre che appartengono storicamente alla lingerie e alla maglieria – come l’amato e iconico Ultralight with Cashmere – e che, negli ultimi anni, hanno progressivamente abbandonato il ruolo di semplici elementi intimi per conquistare una posizione sempre più centrale nel guardaroba esterno. La lingerie non è più qualcosa da nascondere sotto l’abito, ma diventa parte dell’abito stesso, fino a trasformarsi nel suo elemento narrativo.
È questa la logica che guida anche lo styling della collezione Nude Look: bustier, reggiseni, body e capi shaping non vengono concepiti come semplici sottostrati, ma entrano apertamente nella costruzione del look. La trasparenza diventa così meno una questione di esposizione e più una questione di sovrapposizioni, equilibrio e libertà personale. In questo senso, il nome Nude Look assume un significato quasi programmatico. Non soltanto il riferimento a un’estetica fatta di pelle, trasparenze e materiali impalpabili, ma l’idea di uno sguardo più autentico sulla femminilità: quello di una donna che non deve necessariamente aspettare un’occasione straordinaria per sentirsi straordinaria.
Ed è forse proprio qui che il progetto trova il suo significato più contemporaneo. Perché il red carpet, nell’era dei social e di una moda sempre più permeabile, non è più soltanto il luogo in cui guardare. È diventato uno spazio da cui prendere ispirazione, da reinterpretare, da fare proprio. Intimissimi porta questa dinamica un passo oltre: trasforma un’immagine aspirazionale in un prodotto concreto, acquistabile e indossabile. Venezia diventa così non soltanto il palcoscenico della collezione, ma il luogo in cui viene messa alla prova una nuova idea di eleganza, che non perde il proprio fascino quando incontra la realtà, ma che, al contrario, acquista un significato diverso: quello di poter scegliere per sé qualcosa che fino a ieri apparteneva soltanto all’immaginario degli eventi più esclusivi. Perché forse riscrivere le regole del red carpet significa proprio questo: fare in modo che, almeno per una volta, il tappeto rosso non finisca ai piedi delle celebrity.