Franco Di Mare, ospite a CTCF racconta: “Ho un tumore molto cattivo legato alla presenza di amianto nell’aria”

Un mesotelioma aggressivo. La testimonianza di Franco Di Mare, storico giornalista Rai, da Fabio Fazio, sul Nove a “Che Tempo Che Fa”, ieri domenica 28 aprile 2024, ha toccato tutti. L’inviato di guerra ed ex direttore di Rai 3 è comparso in video collegamento con un diffusore d’ossigeno, il motivo è il terribile male che lo ha colpito. La causa di questo tumore è per la professione che ha svolto per anni, che lo ha portato nei luoghi più terribili distrutti dalla guerra, riporta anche il Corriere. «(…) Sono stato a lungo nei Balcani, tra proiettili all’uranio impoverito iperveloci, iperdistruttivi, capaci di buttare giù un edificio. Ogni esplosione liberava nell’aria infinite particelle di amianto. Ne bastava una. Seimila volte più leggera di un capello».

Forse l’ha incontrata a Sarajevo nella sua prima missione, o magari nell’ultima, ma questo non può saperlo, perché l’incubazione può durare molti anni. Spera nella ricerca, anche se afflitto dalle condizioni che si aggravano, e dalla coscienza di andare di fronte a un male che al momento non ha cura. «Mi sono preso il mesotelioma, un tumore molto cattivo che si prende perché si respirano particelle di amianto senza saperlo e una volta liberata nell’aria la fibra, ha un tempo di conservazione lunghissimo e quando si manifesta è troppo tardi. Dire che con questo finiscono le speranze non è vero, perché la scienza va sempre avanti». Sugli effetti della guerra e specialmente sulla “Sindrome dei Balcani”, «la lunga serie di malattie provocate dall’esposizione ai proiettili con uranio impoverito o dall’inalazione di particelle d’amianto rilasciate nell’aria in seguito alla distruzione di palazzi e complessi industriali», ha scritto un libro, “Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi”, in uscita domani 30 aprile 2024.

Tre anni fa la scoperta, durante un pomeriggio qualunque, in cui una fitta lo colpì. Fu il collasso della pleura, uno pneumotorace, a provocargliela. Pensava fosse Covid, invece gli esami furono negativi. Dalla radiografia successiva la scoperta: «Al posto del polmone destro c’era il nulla», riporta ancora il Corriere della Sera. Ora Di Mare respira «con un terzo della capacità polmonare». La cosa più dura da affrontare è «dover dire a chi ami che il male è curabile, ma non risolvibile», racconta. Ma c’è spazio anche per il racconto dell’abbandono dei vertici Rai e dell’azienda, di fronte alla sua malattia. Mail su mail ad amministratore delegato e dirigenti totalmente ignorate in cui chiedeva lo stato di servizio. Poi da Fazio racconta: «Persone a cui parlavo dando del tu, perché ero un dirigente Rai, sono sparite. Si sono negate al telefono, a me. Come se fossi un questuante. Io davanti a un atteggiamento del genere trovo un solo aggettivo: ripugnante».

[📸 MDPhoto / IPA]

Tags: Rai , Franco Di Mare , Che Tempo Che Fa