E quindi uscimmo a riveder le stelle (senza mascherina): le notti magiche e indimenticabili del 2021

Il sudore sotto le mascherine, la paura negli occhi e la speranza di tempi migliori. Estate 2021, ormai un anno e mezzo chiusi in casa, poi fuori, poi col coprifuoco, poi di nuovo dentro. I primi vaccini e le polemiche, una Pasqua da incubo e lo sport. Pochissimo. Gli stadi erano chiusi, ma dopo un anno e mezzo fu quello il momento in cui la voglia di vita divenne incontenibile. Con un anno di ritardo si svolgevano quegli Europei di calcio rinviati un anno prima, per la situazione drammatica che stavamo vivendo. Erano itineranti, tra diversi Paesi europei, la prima volta nella storia, e tra le città c’era anche Roma.

C’era una filo che legava la Nazionale e l’Italia. Un dolore di fondo dovuto ai mesi tremendi appena vissuti, ma anche a una voglia di rivalsa. Per la prima volta nel 2018 non ci eravamo qualificati ai Mondiali e quella era l’occasione per stupire il mondo, per dimostrare di che pasta siamo fatti. Trame e sottotrame che hanno reso quella spedizione, guidata da Roberto Mancini, una dimostrazione di quanto il destino conti. Non eravamo i più forti, ma lo siamo stati. La sorte ci ha aiutati, certo, ma siamo stati più bravi. E avevamo a chi dedicarlo. A Gianluca Vialli, presente in quella spedizione, pochi mesi prima di morire. Alle vittime di quella malattia infame, che tanta paura ci aveva messo, che ci ha imposto come regola di vita il distanziamento. A una generazione che era forse troppo piccola per quel 2006 mondiale.

Una manona, quella di Donnarumma, ci ha fatto urlare. Un abbraccio, quello tra Vialli e Mancini, ci ha fatto piangere. Una fede, quella in Chiesa, sempre al centro del villaggio. Tanto per fregarcene della cautela e della paura che fino ad allora ci aveva accompagnato, nell’assembrarci insieme – cosa dal punto di vista delle regole sicuramente non buona e giusta -, ma era una sorta di liberazione. Sono passate tre estati, siamo di nuovo qua, da campioni in carica. A riscaldare le tonsille per ricantare in quelle “Notti magiche”, per rivestire quella maglietta azzurra e sventolare il tricolore. E per urlare: forza Italia!

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