Burberry vince la causa per violazione del marchio in Cina contro il brand Baneberry

Secondo quando riportato da “WWD”, Lusheng, studio legale e agenzia di brevetti cinesi specializzati in proprietà intellettuali multinazionali, il marchio Burberry è finalmente riuscito a ottenere un risarcimento di circa 6 milioni di renmibi – valuta cinese – pari a 675.668 sterline, per dei danni che gli sono stati riconosciuti in una causa contro Xinboli Tranding Shangai, proprietario del brand cinese Baneberry. Il tribunale ha infatti riconosciuto all’imputato di aver prodotto capi che utilizzano la grafica a scacchiera tipica della casa di moda britannica per la sua linea, servendosi di un nome che inequivocabilmente richiama quello del brand britannico e affidandosi, per le vendite, a WeChat e Tmall, una delle principali piattaforme di e-commerce cinesi. Il tutto aggravato dall’utilizzo improprio del simbolo del Cavaliere equestre, da sempre simbolo identificativo del brand. I danni sono stati calcolati in base al numero di violazioni: pare che Lusheng abbia raccolto e presentato più di 5.000 prove per conto di Burberry, dimostrando che quest’ultimo fosse già noto in Cina quando il brand cinese ha chiesto la registrazione del suo marchio nel 2006 e nel 2009.

Perdere il territorio cinese avrebbe comportato un grave danno per Burberry, rappresentando questi uno dei più grandi mercati per la casa di moda, per cui la tutale della reputazione del marchio risultava fondamentale. L’impegno di Lusheng, che ha seguito la causa per conto di Burberry, ha reso possibile che il livello globale di protezione e reputazione del brand potesse venirne fuori inalterato. Lo studio legale – con uffici collocati a Pechino, Shanghai e Guangzhou – non è del resto nuovo a controversie relative alla proprietà intellettuale in Cina: precedentemente, infatti, si era fatto portavoce di New Balance, Crocs, Nivea, Cartier e Land Rover.

[📷 burberry.com]

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