Annalisa chiude il tour nei palasport e fa finire di nuovo nel vortice Milano

Nostalgia, nostalgia canaglia. Annalisa ne prova un po’ quando la incontriamo nel camerino del Forum d’Assago. Lì dove ieri, lunedì 29 aprile 2024, ha concluso trionfalmente il suo tour indoor, il primo. «Mi mancheranno i palasport», dice tenendo un calice di prosecco in mano, attorniata dai suoi genitori e dalla sua prima insegnante di chitarra, ci tiene a precisare. Il merito dell’ascesa della cantante ligure può essere in parte una medaglietta che la signora può appuntarsi al petto, ma, non ce ne voglia l’insegnante di musica, un gran merito ce l’ha soprattutto madre natura. Bravissima e bellissima. Bellissima e bravissima. Decidete un po’ voi l’ordine, ma Annalisa Scarrone sembra aver trovato il suo habitat. Forse ignorando l’orizzonte che la vedrà sul palco dell’Arena di Verona a brevissimo e chissà, magari in qualche altro posto magari più grande, magari uguale.

All’ultimo Festival di Sanremo si è classificata terza con “Sinceramente”, all’attivo ha 8 album pubblicati e una carriera ultradecennale, che diventa ventennale se non consideriamo “Amici” come inizio, ha persino un’imitazione – segno generalmente della popolarità di un personaggio – della bravissima Brenda Lodigiani (presente anch’essa ieri sera) al “Gialappa’s Show”. Ma tutto sembra assumere un senso ora nel suo percorso. Grata del suo passato che l’ha vista navigare nel mare discografico alla ricerca forse dell’onda perfetta, questa sembra essere arrivata. Sarà che nella vita conta il tempismo o la pazienza. Ma anche un po’ di culo, scusate la volgarità. Quello che ti mette davanti a una sliding door. Come nel 2022, quando quella “Bellissima” poteva andare sul palco dell’Ariston nel 2023 e magari avrebbe avuto un corso diverso nella sua carriera. O forse sarebbe stata lo stesso la canzone che avrebbe dato il là a quanto di buono ha seminato nel percorso recente.

Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, direbbe qualcuno di saggio. Ma immaginare non fa male. Come avrà fatto lei pensando a quando avrebbe potuto mettere insieme dei palasport stracolmi, tutti catturati da un vortice potentissimo. Nel suo concerto e nel suo tour c’è stato un po’ tutto questo. La gratitudine per il passato e il presente, la voglia di godersi tutto, la speranza di tornarci il prima possibile, la necessità di affermare il suo status. Quale? Quello di artista pop a tutto tondo. E con certezza possiamo dire, guardandola sul palco ieri sera e dopo aver assaggiato le tracce seminate nel cammino di questi ultimi due anni, che lei è degno volto della nuova generazione della scena pop. Merito di una delle voci più potenti e belle che abbiamo in Italia, quella che la vede spaziare tra le canzoni del passato e del presente, ma anche nelle cover. Come “Sweet Dreams” degli Eurythmics, che replica la micidiale performance avvenuta a Sanremo, ospitando anche La Rappresentante di Lista, o come in “Eva + Eva”, che l’ha rivista accanto a Rose Villain. La curiosità ora, però, è tutta sul futuro. Nel vedere quanti altri risucchierà quel vortice che ha sapientemente creato, in che modo e quando. L’impressione, però, è che Annalisa abbia un’idea: quella di restare.

[📸 Virginia Bettoja]

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